Feb 132012
 
E così, anche quest’anno, il Cupido innamorato è pronto con il suo arco a fare strage di cuori! Speriamo che “azzecchi” le direzioni! Più che altro speriamo che nella società che ha smarrito la grazia della parola, i sentimenti veri non si confondano con i pochi riti che ci rimangano, e soprattutto che i cerimoniali di una giornata “tutta dolce e cioccolata” non anneghino le piccole cose quotidiane che, forse, sono proprio quelle in cui vengono meglio i gesti disinteressati.
Intanto, messe da parte ulteriori riflessioni “barbose”, spegnete la luce, oppure accendete una lampada che illumini fiocamente, scegliete magari un pezzo musicale lento, che porti il vostro animo alla tranquillità, meglio se strumentale, sedete dove volete, non abbandonatevi troppo però, occorre uno spirito desto, ma sereno … quindi, quando volete, ascoltate le parole del grande poeta Gibran:
Allora Almitra disse: Parlaci dell’Amore.
Ed egli sollevo’ la testa e guardo’ il popolo, e una grande calma scese su di esso. E con gran voce egli disse:
Quando l’amore vi chiama, seguitelo,
Benche’ le sue vie siano ardue e ripide.
E quando le sue ali vi avvolgono, abbandonatevi a lui,
Anche se la spada nascosta tra le sue penne puo’ ferirvi.
E quando esso vi parla, credetegli,
Anche se la sua voce puo’ infrangere I vostri sogni come il vento del nord quando devasta il vostro giardino.
Poiche’ come l’amore v’incorona, cosi’ vi crocifigge. E’ ugualmente pronto sia a farvi fiorire che a potarvi.
Egualmente ascende fino alla cima ad accarezzare i rami piu’ teneri che tremolano al sole,
E discendera’ fino alle vostre radici e le scuotera’ la’ dove piu’ sono abbarbicate alla terra.
Come covoni di grano vi accoglie in se’.
Vi scuote per rendervi spogli.
Vi staccia per liberarvi delle reste.
Vi macina fino all’estrema bianchezza.
Vi impasta finche’ non siate cedevoli;
Ed infine vi assegna al suo sacro fuoco perche’ diventiate pane sacro per la mensa di Dio.
Tutte queste cose sapra’ compiere l’amore per voi, di modo che possiate conoscere I segreti del vostro cuore e in questa conoscenza farvi frammento del cuore della Vita.
Ma se, nel vostro timore, voleste cercare dell’amore la pace ed il piacere,
Allora meglio per voi sarebbe coprire la vostra nudita’ e uscir fuori dall’aia dell’amore,
Nel mondo senza stagioni, dove riderete, ma non tutto il vostro riso; e piangerete, ma non tutte le vostre lacrime.
L’amore non dona che se stesso e nulla prende se non da se stesso.
L’amore non possiede ne’ vorrebbe essere posseduto;
Poiche’ l’amore basta all’amore.
Quando amate non dovreste dire:”Dio e’ nel mio cuore”, ma piuttosto:”Io sono nel cuore di Dio”.
E non pensate di poter condurre l’amore, poiche’ e’ l’amore che, se vi trova degni condurra’ voi.
L’amore non ha altro desiderio che di appagare se stesso.
Ma se amate e, necessariamente, ardete, siano questi I vostri desideri:
Dissolversi ed essere come un ruscello che scorre e canta la sua melodia alla notte.
Conoscere la pena che da’ l’eccesso di tenerezza.
Essere feriti dalla stessa comprensione d’amore;
E sanguinare volentieri e con gioia.
Destarsi all’alba con un cuore alato e rendere grazie per un nuovo giorno d’amore;
Riposare nell’ora del meriggio e meditare sull’estasi che da’ l’amore;
Rientrare a casa, la sera, pieni di gratitudine;
E addormentarsi con una preghiera per l’amata nel cuore e un canto di lode sulle labbra.
 
(Le parole riportate sono di Kahlil Gibran – Il Profeta)

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