Ago 272017
 

allendeL’amante giapponese di Isabel Allende è un romanzo che si legge agevolmente; l’andamento fresco della sua prosa non scoraggia il lettore che può procedere secondo il suo ritmo. La storia, ridotta a poche linee, si incentra sulle vicende di due donne, Anna e Irina. Piuttosto diverse, con un gran divario generazionale, finiscono per legarsi in un rapporto profondo e duraturo. Intorno alle loro storie, piuttosto intricate e ripercorse mediante il filo della memoria, in un andirivieni costante tra tessere del presente e del passato, gravitano personaggi importanti e secondari. Ichimei e Seth sono, senza dubbio, alcuni di questi, ma non meno rilevanti sono profili come quelli di Lenny o di Nathaniel, in molti casi delineati a poco a poco, talvolta soltanto nelle ultime pagine del romanzo. Complessivamente, però, il libro tradisce alcuni limiti, un intreccio un po’ troppo scontato e, in alcuni casi, dei dialoghi troppo lunghi e un po’ troppo stereotipati. A bilanciamento di questi aspetti troviamo gli spunti di riflessione che possono emergere da una lettura più distesa; il pregiudizio, l’intolleranza, la paura del diverso, le convenzioni sociali, la riflessione sulla morte e sulla malattia, la felicità sono soltanto alcuni dei temi affrontati e intrecciati, qua e là, con richiami alla storia dei campi di concentramento americani, all’orrore della seconda guerra mondiale e alle persecuzioni del Novecento.

Ago 082017
 

poirotHercules Poirot è in viaggio di piacere in Egitto ma, ben presto, la sua gita si trasforma in un intricato enigma da risolvere. Tre delitti, un furto di perle preziose, una storia d’amore più che rilevante pongono il detective e il colonnello Race davanti ad una situazione il cui mistero tende ad infittirsi man mano che le pagine scorrono tra le mani del lettore. Alla conclusione, l’inevitabile e atteso colpo di scena: chi sarà il colpevole? Non quello che si credeva, ma il più insospettabile, perché, come insegna lo stesso Hercules Poirot, tendiamo a osservare la realtà secondo degli schemi preconcetti, pretendendo di incasellare i dettagli nella struttura generale che ci si presenta, spesso forzando le cose per far quadrare il risultato.

Poirot sul Nilo è certamente una lettura scorrevole e piacevole, ma mai ingenua. Oltre ad essere un esempio perfetto di giallo classico, rivela l’ingegno acuto della mente che l’ha costruito; non si tratta soltanto di come sono congegnati i fatti e della maestria con cui vengono disposti i vari tasselli della trama, quanto della sottile indagine psicologica che l’autrice rivela mediante le parole del suo detective. La Christie indaga la natura dell’animo umano in tutte le sue sfaccettature, non arrestandosi al fatto in sé, ma motivando l’accaduto proprio alla luce delle tensioni interne dei suoi personaggi. Ne derivano un grande spaccato di psicologia e un’attenta riflessione sul male e sulla possibilità di scelta che si offre ad ogni essere umano. In conclusione, si tratta di una lettura che non disdegna la brezza rinfrescante del mare, magari al fresco dell’ombrellone, ma che, allo stesso tempo, potrebbe innescare riflessioni molto interessanti.

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