Gen 062018
 

magiEpifania è una parola che deriva dalla lingua greca e indica la manifestazione di Dio nella concretezza umana. Il bambino Gesù, in tutto simile agli altri bimbi di ogni età e di ogni epoca, mostra una strada luminosa per l’uomo disposto a mettersi in cammino. Al suo giaciglio, secondo la tradizione evangelica di Luca e Matteo, si recano uomini umili ma anche ricchi e importanti; sono i pastori, i poveri ma pure i Magi. Questi ultimi sono personalità misteriose e affascinanti su cui regnano le più svariate interpretazioni. Oggi vorrei leggere con voi queste poche righe tratte da un racconto di D’Annunzio, senza commentare e cercare di interpretare. Buona lettura!

La notte era senza luna; ma tutta la campagna risplendeva di una luce bianca ed uguale, come nel plenilunio, perché il Divino era nato; dalla capanna lontana i raggi si diffondevano per la solitudine; e la bontà che da quella culla si diffondeva intorno co’ raggi era tanta, che le terre coperte di neve parevano fiorite di rose e come un immenso rosaio odoravano nella notte.

Il bambino Gesù rideva teneramente, tenendo le braccia aperte verso l’alto come in atto di adorazione; e l’asino e il bue lo riscaldavano del loro fiato che fumava nell’aria gelida, come un aroma sulla fiamma.

La Madonna e San Giuseppe di tratto in tratto si scuotevano dalla contemplazione estatica e si chinavano per baciare il figliuolo.

Vennero i pastori, dal piano e dal monte, portando i doni. E vennero anche i Re Magi.
Erano tre: il Re Vecchio, il Re Giovane e il Re Moro.

Come giunse la lieta novella della natività di Gesù, si adunarono. E uno disse:
“È nato un altro Re. Vogliamo andare a visitarlo?”
“Andiamo”  risposero gli altri due.
“Ma con quali doni?”
“Con mirra e oro e incenso.”

Nel viaggio, i Re Magi contendevano con molta furia poiché non potevano ancora stabilire chi dovesse essere il primo ad offrire il dono.
Primo voleva essere chi portava l’oro. E diceva:
“L’oro è più prezioso della mirra e dell’incenso; dunque io debbo essere il primo donatore.” Gli altri due alla fine cedettero.

Quando entrarono nella capanna, il primo a farsi innanzi fu dunque il Re con l’oro.
S’inginocchiò a’ piedi del Bambino; e accanto a lui s’inginocchiarono i due con l’incenso e la mirra. Gesù mise la sua piccoletta mano sul capo del Re che gli offerse l’oro, quasi volesse abbassarne la superbia. Rifiutò l’oro: soltanto prese l’incenso e la mirra, dicendo:

“L’oro non è per me!”

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